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FAQ - Domande Frequenti

Testine termostiche digitali

Bisogna rimuovere il pomello di plastica e verificare la presenza di un perno a molla che premendolo si muove in asse con la valvola.

E’ necessario smontare l’attuale manopola di regolazione di plastica e verificare che ci sia un perno in metallo di circa 3mm di diametro e che premendolo rientra nel corpo della valvola, il ritorno è garantito da una molla interna.

Le nostre teste termostatiche sono compatibili con le più diffuse marche di valvole termostatizzabili presenti in commercio che adottano come standard il filetto M30 x 1,5mm.

E’necessario smontare la manopola di plastica montata sulla valvola del calorifero e quindi misurare il diametro del filetto al quale dovrebbe avvitarci la nostra testina digitale. Il diametro deve essere di circa 30mm (29,7 per l’esattezza) pari ad una circonferenza di circa 94mm.

Verificare comunque sul nostro sito la tabella di compatibilità tramite l’utilizzo di specifici adattatori.

Nel caso in cui la valvola montata sul termosifone sia del tipo “termostatizzabile” ovvero già predisposta per il montaggio di una testina termostatica (questo lo può verificare smontando l’attuale manopola di regolazione di plastica e verificando che ci sia lo spillo a molla in metallo) è sufficiente montare la testina digitale EcoDHOME o direttamente o tramite gli adattatori contenuti nella confezione che adattano il filetto standard a quelli particolari come da tabella presente sul sito.

Nel caso in cui la valvola montata sul termosifone sia molto vecchia e quindi non predisposta (tipicamente la manopola non si smonta oppure se si smonta è possibile verificare che al posto dello spillo a molla c’è un perno quadrato o esagonale in ottone) si rende necessaria la sostituzione della valvola di chiusura.

Per la sostituzione della suddetta valvola con una di nuova generazione “termostatizzabile” è richiesto l’intervento di un tecnico specializzato in quanto l’impianto deve essere svuotato per poter effettuare l’intervento idraulico.

Quando tutte le valvole sono chiuse, il circuito di dissipazione termica è ovviamente ridotto e pertanto la temperatura di ritorno dell’acqua calda è vicina a quella di mandata e pertanto il termostato interno ferma la caldaia. Ovviamente, per non rovinare la pompa, bisogna verificare che la caldaia sia dotata di bypass (le caldaie di nuova generazione hanno questo dispositivo incorporato). Inoltre le caldaie di nuova generazione montano una pompa a giri variabili per compensare la variazione di portata dovuta appunto alla chiusura del circuito da parte delle valvole. Negli impianti con caldaia di vecchia generazione, se non si vuole montare un dispositivo di bypass sotto la caldaia, per ovviare a questo inconveniente, è sufficiente lasciare sempre un calorifero leggermente aperto (tipicamente quello del bagno). I nostri termostati interagiscono soltanto con le nostre teste termostatiche di fatti non hanno un comando relè per impieghi diversi.

No, i due impianti non interferiscono in quanto l’associazione Termostato – Teste Termostatiche avviene in fase d’installazione con uno scambio di codice in formato digitale pertanto le Teste associate al Termostato (A) accettano i comandi solo da questo e non dal Termostato (B) associato ad un altro gruppo di Teste. Consideri che è una sorta di pairing come per i dispositivi Bluetooth.

Le teste termostatiche TTD, grazie ad un motorino passo-passo, riescono a modulare la portata, aprendo o chiudendo la valvola in funzione della temperatura rilevata dal sensore rispetto a quella impostata. Per esempio se la temperatura impostata è di 21°C e quella rilevata è di 20,5°C, l’attuatore si muoverà di circa 0,17mm in apertura.

Si, è possibile utilizzare nello stesso appartamento diversi cronotermostati wireless contemporaneamente in quanto in fase di apprendimento, I dispositivi si scambiano un codice univoco eliminando così i problemi d’interferenza.

No, la valvola non è fornita insieme alla testa. E’ necessario acquistarla presso una rivendita di articoli termoidraulici.

Tipicamente 30 mt, il valore dipende molto dai tipi di materiali con cui sono realizzate le pareti e le porte e dalla presenza di dispositivi funzionanti sulle stesse frequenze.

Assolutamente si, le testine tipo TTD101 e TTD300 hanno 3 fasce di attivazione giornaliere, mentre quella tipo TTD150 ha 2 fasce di attivazione giornaliere, se utilizzata con il cronotermostato TTD1000, se abbinata al cronotermostato TTD2000 ha 3 fasce di attivazione giornaliere.

Le teste termostatiche TTD, grazie ad un motorino passo-passo, riescono a modulare la portata, aprendo o chiudendo la valvola in funzione della temperatura rilevata dal sensore rispetto a quella impostata. Per esempio se la temperatura impostata è di 21°C e quella rilevata è di 20,5°C, l’attuatore della valvola si muoverà di circa 0,17mm in apertura.

Si sono compatibili utilizzando uno dei due adattatori (quello più piccolo) a corredo.

Si, mettendo il cronotermostato wireless è possibile comandare la testa termostatica abbinata, con il rilevamento della temperatura nel punto in cui esso è installato. Consigliamo comunque di valutare ad ogni modo la possibilità di lasciare libero il calorifero da ogni barriera, per ridurre i costi del riscaldamento e la quantità di calore emesso.

Se l’esigenza è quella di avere un clima di confort differente per ogni locale con la possibilità di modularle differentemente nell’arco della giornata e della settimana, consigliamo di montare delle teste modello TTD101 su tutti i termosifoni.

Tipicamente le teste RF (wireless) con il relativo termostato le consigliamo per i locali dove sono presenti più termosifoni in modo da gestirli contemporaneamente con un unico comando.

Se un unico termostato RF (wireless) viene abbinato a tutte le teste termostatiche RF (wireless) dei caloriferi presenti, tutti i locali sarebbero condizionati da quello dove è installato il termostato, perdendo così la possibilità di personalizzare ogni singola zona.

No, i termostati interagiscono solo con le teste wireless. Non hanno alcun contatto ausiliario per poter comandare una caldaia.

Si in quanto Il tempo di risposta (tempo impiegato per una variazione della portata dopo un determinato gradino di variazione della temperatura ambiente) è inferiore a 40 minuti. La dichiarazione è scaricabile dal nostro sito www.ecodhome.com .

Monitor Conta Energia

L’allarme nel monitor è generato dopo il superamento della soglia impostata (fino ad un massimo di 200kWh con passi minimi di 1kWh) e calcolata sul consumo medio giornaliero. Non è quindi possibile, ad esempio, segnalare con allarme l’avvicinarsi alla portata massima del contatore.

Non è possibile impostare un lasso di tempo. Per poterlo utilizzare in questa situazione, bisogna azzerare i dati di consumo presenti in memoria all’inizio di ogni attività.

Si, è possibile impostare il valore in base alla propria tariffa. E’ possibile inoltre impostare due fasce giornaliere con diversa tariffa.

Si. La pinza con il trasmettitore wireless è fornita a corredo del misuratore.

Può arrivare ad un massimo di 20 metri, ma dipende dagli ostacoli architettonici (cemento armato, porte di ferro, ecc).

In realtà deve essere collegato al conduttore (fase) che arriva all’interruttore generale del quadro elettrico dell’abitazione. Non deve stare necessariamente vicino al contatore.

L’allarme impostato nel monitor è generato dopo il superamento della soglia impostata (fino ad un massimo di 200kWh con passi minimi di 1kWh) calcolata sul consumo medio giornaliero.

L’allarme è anche sonoro ed è emesso tramite il cicalino interno.

Si è possibile collegando due sensori aggiuntivi venduti separatamente.

No questo modello non è predisposto per la connessione ad un computer.

Il funzionamento delle tariffe biorarie è descritto in questo documento prodotto dal’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

Domande amministrative

L’Iva ridotta non può applicarsi ai beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori, né ai beni acquistati direttamente dal committente, alle prestazioni professionali effettuate nell’ambito di interventi volti al recupero edilizio, alle prestazioni di servizi resi in esecuzione di subappalti alla ditta esecutrice dei lavori. In quest’ultima ipotesi la ditta subappaltatrice deve fatturare con Iva al 21% alla ditta principale che successivamente, fatturerà la prestazione al committente con l’Iva al 10%, sempre che vi siano tutti i presupposti. 

Per fruire dell’Iva al 10% non occorrono adempimenti particolari né alcuna comunicazione ad Enti istituzionali, né il pagamento tramite bonifico. E’ però necessario che i lavori di ristrutturazione siano fatti su abitazioni adibite a dimora di privati.